- 20.05.2008
IL COMMENTO
di Cesare Scotoni
5 anni fa, a chi mi chiedeva quali fossero i punti che caratterizzavano un ipotetico SISTEMA TRENTINO rispetto ai territori limitrofi, magari caratterizzati dall’evidenza da una maggiore e più diffusa presenza della imprenditoria privata e da un livello inferiore della spesa pubblica pro capite elencavo con sicurezza :
1)la risorsa identificata dal trinomio “territorio / ambiente / turismo”;
2)i valori del binomio “cooperazione e volontariato” e la percezione di cui questi elementi godevano;
3)il livello qualitativo della pubblica amministrazione;
4)la presenza forte di un sistema creditizio fortemente legato al territorio;
5)l’Università, le politiche a sostegno del suo sviluppo ed il patrimonio rappresentato dall’IRST;
6)partecipazione e controllo sociale;
7)l’esistenza di un’imprenditoria in grado di proporre contenuti importanti di qualità ed innovazione, dove proprio le dimensioni ed i limiti orografici erano un vincolo ed una spinta per cercare di rendersi riconoscibili in termini di contenuti, con approcci meno aggressivi e deregolati di quanto era invece in territori limitrofi;
8)una consapevolezza diffusa, generalizzata e condivisa di quei punti come caratterizzanti di un sistema che rivendicava anche in ciò la propria autonomia.
Come si evidenzia soggetti ed aspetti valoriali erano in quell’elenco assai meno importanti degli strumenti necessari ad affermarne esistenza e valore.
L’elenco piaceva ed a me, pur vedendone cambiati alcuni dei soggetti e pur cogliendo degli arretramenti, anche importanti, in qualcuno dei punti elencati, sembra ancora una sintesi condivisibile seppur annacquata dopo 5 anni in cui, mentre in regioni limitrofe è cresciuto uno sforzo identitario che sostenesse uno sforzo federalista, la politica locale in alcuni passaggi ha più rappresentato che interpretato l’esistenza di un sistema fatto di soggetti e di valori, rinunciando a volte a cercare quegli elementi di coerenza senza i quali ogni posizione si riduce ad individualità.
Se un territorio è tale il momento in cui sa offrire a chi ci vive gli elementi e le risposte che consentono poi a ciascuno di riconoscerlo consapevolmente come lo scenario di un’esistenza, ciò dovrebbe essere sia quando ci si vive che quando se ne osserva la proiezione che questo territorio fa di se stesso verso l’esterno.
Se questa immagine però viene percepita o rappresentata in modo molto diverso da quella che conosciamo, sia questo in positivo o in negativo, il problema di efficacia che cogliamo in prima battuta può essere indice di almeno due diverse problematiche poiché avremo o un problema di lettura di ciò che il territorio offre o un problema di comunicazione e nel caso peggiore la somma di entrambe i problemi.
Il punto è che per evolvere serve almeno il sapere da dove si parte e che valore si attribuisce all’essere in quel punto perché si possa valutare se l’impegno profuso nel percorso ed il valore che noi a quello sforzo associamo, si viene almeno a ritrovare alla fin del nostro percorso.
Forse è per questo che il ritrovare una consapevolezza diffusa, generalizzata e condivisa di quei punti che si ritengono caratterizzanti di un sistema è un punto di partenza su cui lavorare.