Il Sole-24 Ore - 24.06.2008
ORA FA GOLA IL BOOM DEI TRASPORTI RUSSI
Il piano di Putin prevede 17 mila chilometri di strade entro il 2015 per un valore di 570 miliardi
dI Sergio A. Rossi
Mosca - A partire dal 2003-2004, il mercato delle macchine per movimento terra, stradali e per edilizia in Russia è in continua e forte crescita. Nel 2007, la produzione è aumentata in valore di oltre il 30% a prezzi correnti in rubli, fino a quasi 1,6 miliardi di dollari, mentre le importazioni di macchine sono più che raddoppiate, passando da 848 a 1.840 milioni, ed il valore complessivo del mercato russo ha superato i 3,1 miliardi di dollari, ovvero quasi 2 miliardi di euro.
Se il valore totale degli appalti edilizi e stradali nella Federazione Russa è cresciuto nel solo 2006-2007 da 86,1 a 125,2 miliardi di dollari, come sottolinea una recente indagine Ice, lo specifico mercato della costruzione di strade e autostrade rimane però in forte ritardo, e in termini di nuovi chilometri costruiti su base annua è calato dai 7.400 del 2000 ai 2.480 del 2007. Assai poco per un Paese-continente come la Russia, dove finora non vi sono in pratica autostrade, nemmeno tra Mosca e San Pietroburgo.
Megaprogetti
Tuttavia, le prospettive appaiono migliori dopo che lo scorso 20 maggio il premier Vladimir Putin ha firmato a Soci un piano complessivo da 570 miliardi di dollari nei prossimi sette anni, denominato "Sviluppo dei trasporti in Russia fino al 2015". Tale piano, che sarà finanziato al 35% dal bilancio federale, al 5% dai bilanci regionali e per il resto (almeno al 54%) da capitali privati, prevede come minimo la costruzione di 17mila chilometri di strade, 3mila di ferrovie e più di 100 nuove piste per aeroporti, mentre la struttura portuale dovrà aumentare la propria capacità sino a 400 milioni di tonnellate di merci l'anno.
In breve, si prevede che mercato russo delle macchine per edilizia e stradali - dove la domanda interna non riuscirà ad essere soddisfatta dalla produzione del gigante russo, pur in forte aumento, di fronte all'esigenza delle imprese costruttrici di rinnovare un parco macchinari ormai obsoleto - salirà a 8,5 miliardi di dollari nel 2010, fino a triplicare il valore a 10 miliardi nel 2011.
I fornitori leader erano, finoa poco tempo fa, il Giappone (che ha comunque raddoppiato il proprio export a 584 milioni di dollari nel 2007) la Gran Bretagna, la Germania e gli Usa.
Ma nel giro di 3-4 anni la Cina è salita prepotentemente fino ad arrivare l'anno scorso al secondo posto, offrendo prezzi assai competitivi e avendo anche quasi acquistato dal gruppo Magenta l'italiana Cifa, leader nelle macchine per calcestruzzo, con l'obiettivo di migliorare la propria qualità.
Crescita accelerata
L'Italia invece,secondo i dati russi, è sesta, con una crescita passata dai 18 milioni di dollari del 2006 ai 74 del 2007 e con una incidenza del 4% sul totale dell'import.
Secondo i dati Istat, però, le esportazioni italiane di macchine movimento terra, stradali ed edilizie in Russia nel 2007 sono state di 73 milioni di euro, oltre il doppio del 2006, quando hanno raggiunto i 31 milioni.
Aggiungendo anche le gru e le macchine di sollevamento e carico, le forniture italiane arrivano a 129,7 milioni di dollari, cioè 2,4 volte in più del 2006, mentre per l'Istat sono state di 111,7 milioni di euro, cioè l'88,5% in più del 2006 (59,2 milioni di euro).
Investimenti adeguati
In definitiva le nostre imprese, se effettueranno sul mercato russo adeguati investimenti commerciali e produttivi, dovrebbero continuare l'espansione. In particolare in taluni segmenti di mercato in cui hanno già cominciato a progredire significativamente, come nei caricatori e caricatrici- spalatrici (terzo posto come fornitori esteri), nelle macchine per sollevamento e movimentazione (terzo posto), e nelle pale meccaniche ed escavatori ( secondo posto).
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L'IMPENNATA
Nel biennio 2006-2007 il totale degli appalti edili e stradali della Russia è cresciuto da 86,1 a 125,2 miliardi di dollari