Corriere del Trentino - 30.11.2008
“RUSSIA, A22 IN PARTITA GRAZIE AL FIUTO DI GRISENTI”
Strade – Rete da 500 miliardi con i consigli di via Berlino
di Enrico Orfano
Scotoni: per concludere serve un “politico”
Trento – La crisi economica non è uguale in tutto il mondo. Dove le Borse sono sviluppate l\'economia reale sta zoppicando vistosamente, ma nei Paesi dove “la finanza non è abbastanza evoluta da essere intossicata” le energie sono ancora abbondanti. Uno degli esempi più vistosi è la Russia, e il collegamento con il Trentino è dato dal rapporto che Autobrennero sta instaurando con il locale Ministero dei Trasporti, per collaborare alla costruzione di un\'immensa rete autostradale (un business da più di 500 miliardi), un\'occasione ghiotta per le aziende della regione. Ne parla Cesare Scotoni, responsabile progettazione integrata del Gruppo Pasit, che ha seguito da vicino i contratti tra i due soggetti. Le prospettive sono di due tipi: A22 può fare una società di consulenza per inserirsi nella società di promozione per le autostrade federali a pedaggio e fornire consulenza tecnica; oppure può costituire una società che deposita il marchio e veicola aziende e prodotti collegati alla realizzazione e alla gestione delle tratte.
Ingegner Scotoni, come è la crisi in Russia?
“Siamo arrivati sull\'orlo del disastro finanziario per colpa della bolla immobiliare statunitense. In Russia la finanza è un soggetto recente e dopo il default del 1998 la fiducia è sempre restata bassa. Buona parte delle banche è legata a grandi gruppi industriali e finanziari che senza problemi di conflitto di interesse le usano per finanziare il proprio sviluppo. Ancora: si importa molto e si produce poco, l\'export è costituito soprattutto da materie prime e industria delle armi”.
Di conseguenza?
“La crisi c\'è, ma è totalmente diversa. I dazi crescono e si prospettano 200mila espulsioni da posto di lavoro. Il sistema manca ancora di attori che sviluppino un sistema produttivo moderno, veramente diverso dalla pianificazione centrale di sovietica memoria”.
Insomma, le risorse non mancherebbero ma manca chi le sappia sfruttare al meglio.
“E si aprono spazi per i soggetti esterni, noi compresi. Energia, infrastrutture e agroalimentare sono i settori che risentono meno della crisi. La sfida è produrre vicino ai consumatori, perchè dazi, logistica e distanze non erodano i margini di questo mercato”.
A22 è pronta a fornire il know how per costruire una rete autostradale.
“Lo si deve all\'intuizione di Silvano Grisenti (ex presidente di via Berlino, dimissionario dopo lo scandalo giudiziario dei mesi scorsi,ndr.). La forza è il sistema dell\'autotrasporto italiano, che i russi volevano avere come interlocutore. Grisenti si è installato in questa cornice e ha proposto A22 come punta di eccellenza. Negli incontri ufficiali Autobrennero era l\'unico soggetto che operasse concretamente, e ha fatto un “figurone”. Ora i russi vogliono imparare da A22 “come si fa” a mettere in piedi un\'autostrada”.
Ora le redini sono in mano a Gramm e Costa.
“Gli altoatesini sono molto preparati e determinati, e supportati da imprese che non hanno paura ad andare all\'estero. Solo che il gioco in Russia è complesso, finora si è parlato solo con gli attori e non con chi prende le decisioni e mette a disposizione le risorse, su tutti Lukoil. Per affrontare il prossimo decisivo passaggio occorre un uomo politico capace di muoversi sul piano politico, come faceva Grisenti. Attendiamo il nome del prossimo presidente di A22 che arriverà in febbraio”.