Corriere del Trentino - 03.12.2008
TOBLINO, IN RUSSIA SENZA INTERMEDIARI
Vino – La cantina di Bleggi si è appoggiata alla milanese IPQ. Pozzi: “Modello che farà da apripista”
Certificazione da san Pietroburgo. Mercato in forte espansione
di Enrico Orfano
Trento - La Cantina di Toblino è la prima in Italia a ottenere la certificazione che consente di vendere il proprio vino in Russia senza passare attraverso un importatore. La certificazione è emessa da un ente federale russo, il “Centre for goods (trades) works and services quality control” di San Pietroburgo e sarà valida anche per paesi che circondano Mosca, come l\'Ucraina e la Bielorussia.
La Cantina Toblino, guidata da Carlo Filiberto Bleggi, è socia di Cavit e ha chiuso il bilancio 2007 con quasi 13 milioni di euro di fatturato. Per ottenere questa sorta di Iso 9000 “made in Russia” l\'azienda ha richiesto la consulenza della IPQ di Milano, che con il responsabile Danilo Pozzi, spiega i contorni dell\'operazione: “La norma richiesta dall\'ente federale si chiama Gost-R e definisce come deve essere organizzata l\'azienda e la qualità del processo produttivo. L\'ente pretende il rispetto di parametri molto complessi, ma consente all\'impresa di inserirsi in un mercato potenzialmente molto florido. Basti pensare che Mosca ha 15 milioni di abitanti, di cui il 10% con un livello alto di reddito. Un milione e mezzo di persone che apprezzano molto il cibo ed il bere italiano. Da aggiungere inoltre che il 40% del Pil nazionale è prodotto dalle sole Mosca e San Pietroburgo”.
Il lasciapassare dura tre anni e consente all\'azienda di bypassare l\'importatore russo, che controlla i singoli lotti di merci. In questo modo la cantina potrà dotarsi di un proprio distributore sul territorio. “E\' un grosso passo in avanti, viene tolta una serie importante di condizionamenti e vincoli” osserva il responsabile di IPQ.
La valutazione di idoneità dell\'azienda segue un itera che per Toblino in particolare è durato in tutto 7-8 mesi, con un\'accelerazione negli ultimi due mesi. C\'è una grande mole di modulistica da trattare e non è di secondaria importanza il fattore lingua: l\'ente federale chiede che tutti i certificati di agibilità che l\'azienda possiede siano tradotti in russo.
Da notare che nelle certificazione di Toblino è finita anche una parte di Cavit: Ravina si occupa infatti dell\'imbottigliamento, un processo fondamentale della produzione. L\'esame quindi è stato superato anche dalla linea di imbottigliamento di Cavit? “Il certificato che viene emesso riguarda nello specifico solo Toblino, risponde Pozzi.
La cantina di Bleggi ha scelto 15 vini da portare in Russia, più il vino santo. La vendita riguarda sia vino in bottiglia che sfuso, circostanze che richiedono controlli nell\'etichettatura, nella denominazione (la traduzione di Doc e Igt) e l\'erogazione. “L\'esperienza di Toblino fa da apripista a tutte le altre cantine interessate al mercato russo - conclude Pozzi – di notevole interesse in questa fase economica negativa”.