Il Sole 24Ore - 01.09.2009
LA RUSSIA RILANCIA LA COMPONENTISTICA PER AUTO
L'industria a est. Abbassati i dazi all'import – Incoraggiato l'arrivo dei produttori stranieri
di Sergio A. Rossi
Mosca – Se l'affare Opel-Gm-Magna insieme a Sberbank e Gaz non andrà in porto, canadesi e tedeschi perderanno una buona occasione per penetrare nel cuore dell'industria automobilistica russa. La componentistica. E guardando al dopo-crisi, ne varrebbe invece la pena, soprattutto per magna, leader mondiale nel settore delle componenti per auto.
Nel 2008, anno record per l'automobile in Russia, con un mercato di 3,3 milioni di vetture tra produzione e import, la componentistica valeva intorno ai 46 miliardi di dollari, con una crescita di oltre il 40% sul 2007. Solo il mercato primario, cioè le forniture dirette alle linee di montaggio delle principali case automobilistiche russe e straniere, secondo l'agenzia moscovita Avtostat vale 12,5 miliardi di dollari. Di questi, la metà sono assorbiti dagli stabilimenti in Russia di Ford, Volkswagen, Gm e altre case estere, e 3.87 miliardi dalle russe come la Lada o Gaz. Queste ultime però utilizzano componentistica importata solo per il 6% del loro fabbisogno.
Poi viene il mercato secondario, quello destinato a 20 milioni di auto russe e 12,5 milioni di straniere immatricolate, agli autoservizi, alle officine di riparazione, il cui valore si aggira intorno ai 35 miliardi di dollari. Qui la domanda si rivolge soprattutto ai motori (22%), alle carrozzerie (14%), agli pneumatici e dischi (12%) e alle parti elettriche ed elettroniche (9,6%). Lo conferma un recente studio Ice sulla componentistica, accessori e autoattrezzature in Russia, diffuso al salone internazionale Motorshow di Mosca di fine agosto.
Il problema principale è che la qualità della componentistica russa non è in genere adeguata. Ragion per cui il governo sta incoraggiando chi vuole venire a produrre qui attraverso una riduzione dei dazi all'importazione. Alcune case straniere, come i coreani della SanYoung, che montano con Sollers, di recente hanno portato in Russia 8 loro fabbriche di autoparti.
Certo, il 2009 rimarrà l'anno nero per le auto anche a Mosca, con un mercato dimezzato a nemmeno 1,4 milioni di vetture, di cui forse 700mila prodotte. Varie società russe di componenti, tra le 200 aziende di questo settore, più di una cinquantine di straniere, stanno però reagendo: “Dipendevamo al 70% dalle commesse della Lada, ma vista la loro caduta, stiamo rivedendo i nostri piani, aumentando le forniture di mercato secondario, e questo ci permetterà di lavorare stabilmente e di essere meno legati ai pagamenti Lada”, dicono alla Elad di Dimitrovgrad, nel distretto del Volga, una delle maggiori produttrici di paraurti e parti in gomma rinforzata per auto. Tre su cinque dei manager di società russe di componentistica intervistati stanno già andando in controtendenza, iniziando a riaumentare le commesse, grazie a nuovi accordi con le società straniere.
E' anche vero, però, che il mercato della componentistica russo ha raddoppiato le importazioni da 2,7 a 5,8 miliardi di dollari negli ultimi tre anni. In testa ai paesi fornitori c'è la Corea, in particolare per quanto riguarda le carrozzerie, scatole del cambio, ponti a motore. L'Italia ha solo il 3,7 del mercato russo, ma le nostre imprese hanno triplicato l'export nel 2008, fornendo in particolare carrozzerie (49,7 milioni), motori (44,2 milioni), ruote e dischi (29,2 milioni). Aggiungendo poi 40 milioni di dollari di accessori, soprattutto seggiolini per bambino e sistemi audio, arriviamo a 257 milioni di dollari di vendite.
Di potrà fare di più, seppur non quest'anno, tenendo conto che entro il 2012-13 la Russia potrebbe far diventare davvero il primo mercato automobilistico europeo.